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postheadericon Modelli organizzativi richiesti nei bandi di gara per appalti pubblici

I modelli organizzativi sono sempre più richiesti nei bandi indetti dagli enti regionali per l’assegnazione di appalti pubblici. Da ultimo il Bando di gara per la Ristrutturazione dell’ ex Mercato Coperto [Bando completo, PDF] indetto nell’aprile 2011 dal Comune di Taranto per la Ristrutturazione dell’ex Mercato Coperto.

In base ai requisiti del bando, alle imprese già in possesso di un adeguato Modello organizzativo ex D.lgs 231 saranno assegnati 5 punti aggiuntivi. In particolare, il bando richiede che il modello contenga la parte speciale dedicata ai reati sulla sicurezza sul lavoro, menzionando tra i requisiti la certificazione del rispetto degli “(…) standard tecnico-strutturali di legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici. valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione (…)”.

La tendenza delle istituzioni statali pare non lasciare molti dubbi sulla necessità per imprese e società, anche di piccole dimensioni ed operanti a livello locale, di dotarsi di un Modello di organizzazione gestione e controllo in linea con il Decreto 231.

Per maggiori informazioni su questo argomento e su come predisporre degli adeguati Modelli organizzativi, contattaci tramite il form dei Contatti.

 

postheadericon Decreto 231: la capogruppo risponde per la controllata

La capogruppo di una holding può essere chiamata a rispondere, ai sensi del D.Lgs. 231/01, per un reato commesso da una società controllata.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24583 della V Sezione penale sciogliendo i dubbi riguardanti l’annosa questione sulla responsabilità della capogruppo di una holding per l’illecito commesso da una società controllata.

Il caso specifico, oggetto della sentenza, vede numerose società accusate di corruzione per ottenere appalti nella sanità pugliese. La Corte ha stabilito che nella consumazione del reato deve concorrere una persona fisica che agisce per conto della holding perseguendo anche l’interesse della holding stessa.

Persona fisica che può essere anche un amministratore di fatto.

Per eliminare ogni responsabilità penale, la holding e la società controllata avrebbero potuto predisporre un adeguato Modello Organizzativo D.Lgs. 231 in grado di evitare le pesanti conseguenze di un illecito commesso dal singolo. Stando così la questione e l’esito della sentenza, è chiara l’esigenza delle imprese e delle società di dotarsi di Modelli Organizzativi conformi alle disposizioni del decreto 231/2011 in grado di fugare ogni responsabilità penale.

Visualizza la sentenza per intero sul rapporto tra Decreto 231 e holding

postheadericon Reati ambientali nella 231

Il 7 aprile il Governo ha approvato uno schema di decreto che estende l’applicazione della responsabilità amministrativa degli enti anche ai reati ambientali.

Lo schema di Governo, con il quale dovranno a breve confrontarsi le imprese, si muove su due strade: introduzione di due nuove fattispecie di reato ed estensione dell’applicazione del D.Lgs. N. 231/01.

Le fattispecie introdotte sono il danneggiamento di habitat all’interno di un sito protetto e l’uccisione o il possesso di specie vegetali o animali protette.

Fonti: Il Sole 24 ore dell’8.4.2011

postheadericon La responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/01 consolidata da Londra

Le società italiane operanti nel Regno Unito, nonché le società britanniche operanti in Italia saranno sottoposte all’Uk Bribery Act, prossimamente in vigore nel Regno Unito.

Tale documento, che rappresenta una fondamentale iniziativa legislativa volta a combattere il fenomeno della corruzione nel Regno Unito, fornirà una regolamentazione organica relativa allo scambio di tangenti tra imprese e pubblici ufficiali, sia a livello nazionale che internazionale.

È  prevista l’introduzione della c.d. “corruzione privata”. Inoltre, in virtù della sua applicabilità extraterritoriale avrà un pesante impatto sulla disciplina italiana della 231.

postheadericon Esclusione della parte civile nel processo a carico degli enti: discipline processuali a confronto, il Codice di Procedura Penale e il Decreto Legislativo 231/01

Per la prima volta la giurisprudenza di legittimità, con la sentenza n. 2251 della VI Sezione della Corte di Cassazione, depositata il 22 Gennaio 2011, chiarisce una questione sulla quale fin ad oggi i giudici di merito si erano espressi in termini contraddittori: l’ammissione della parte civile nel processo a carico degli enti.

Fin ad oggi sia dottrina che giurisprudenza di merito hanno fornito interpretazioni contrastanti sulla questione.

Da un lato, l’esclusione della parte civile è stata ancorata alla natura “formalmente” amministrativa della responsabilità degli enti, dall’altro l’ammissione della stessa è stata legata alla natura “sostanzialmente” penale della responsabilità prevista dal D. Lgs. 231/01 e come tale capace di produrre un danno conseguenza di un reato.

La Corte di Cassazione ha ritenuto che il problema dell’ammissibilità della costituzione di parte civile nel processo a carico di un ente, non possa trovare risposta nella natura della responsabilità di cui al D.Lgs. 231 (amministrativa/penale), altrimenti si ridurrebbe a una questione di tipo nominalistico e di etichettature.

Piuttosto, il tema va affrontato sul piano dei contenuti e della disciplina processuale prevista dal D.Lgs. 231, verificando la compatibilità dell’istituto della parte civile sia come disciplinato nel codice di procedura penale che nell’impianto processuale del D.Lgs.231/01.

Ebbene, la Corte osserva che nel D.Lgs. 231/01 manca ogni “riferimento espresso alla parte civile”.

Questa mancanza non rappresenta una lacuna normativa, bensì una scelta intenzionale del legislatore, che ha voluto escludere la parte civile dalla disciplina della 231.

A riprova di ciò, risulta evidente come non è richiamata la parte civile nel corpo del testo legislativo della 231, esempio tra i soggetti del procedimento a carico dell’ente o nelle indagini preliminari, o nelle impugnazioni, istituti che nel codice di procedura penale contengono specifiche disposizioni sulla parte civile.

Inoltre, vi sono alcune norme nel testo del D.Lgs. 231/01 che confermano la volontà del legislatore di escludere la parte civile, quale soggetto dalla disciplina 231.

Vediamone alcune.

L’art. 27 disciplina la responsabilità patrimoniale dell’ente limitandola all’obbligazione per il pagamento della sanzione pecuniaria, senza fare riferimento alle obbligazioni civili.

Fondamentale è anche la disciplina del sequestro conservativo previsto dall’art 54. Il medesimo istituto previsto dall’art. 316 c.p.p. prevede questa misura cautelare reale a tutela del pagamento “della pena pecuniaria, delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all’erario”, sia delle “obbligazioni civili derivanti da reato”, in quest’ultimo caso dando la titolarità alla parte civile di richiedere il sequestro. Invece, del tutto diversa appare la disciplina dell’art. 54 nel D.Lgs.231, che limita il sequestro conservativo solo al fine di assicurare il pagamento della sanzione pecuniaria, ed inoltre esso può essere chiesto unicamente dal Pubblico Ministero.

Inoltre, non è convincibile l’inquadramento dell’illecito dell’ente come fatto produttivo di danni alla luce dell’art. 2043 c.c. e pertanto il giudice competente a conoscere dell’illecito non potrà essere lo stesso competente a conoscere dei danni derivanti da esso. Se così fosse stato, la Corte osserva, che ci sarebbe stato un’espressa previsione nel D. Lgs. 231/01.

Ebbene, “l’ostinato silenzio” del legislatore sulla parte civile, nonché sulla possibilità di questa di costituirsi in giudizio fa ritenere del tutto ragionevole l’esclusione della parte civile dall’insieme delle parti processuali a carico dell’ente.

Tale conclusione fa ridurre la possibilità per molti risparmiatori di ottenere il risarcimento.

Di seguito il testo integrale della sentenza.

Sentenza 2251 del 22.1.2011

postheadericon Le s.p.a. esercenti funzioni trasferite da enti pubblici territoriali sono soggette al D.lgs. 231

Corte di CassazioneLa II Sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che la società d’ambito costituita nella forma di società per azioni per svolgere, secondo criteri di economicità, le funzioni in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti trasferite alla stessa da enti pubblici territoriali, è soggetta alla normativa in materia di responsabilità da reato degli enti.

Fonti: Corte di Cassazione.it

Testo integrale della sentenza:

Sentenza n. 234 del 10 gennaio 2011

postheadericon Finanziamenti Inail per l’adozione di Modelli organizzativi D.Lgs. 231

Logo INAILI finanziamenti Inail perseguono l’obiettivo di sostenere le imprese con interventi volti al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso la realizzazione di progetti di investimento, di formazione e di adozione di Modelli organizzativi.

Ammontare del contributo

Il contributo è compreso tra un minimo di € 5.000 e un massimo di 100.000,00 €. Per i progetti di entità maggiore si può chiedere un’anticipazione del 50%.

A chi si rivolge l’incentivo INAIL

Imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura.

Per le modalità di presentazione delle domande: http://www.inail.it/

postheadericon La corruzione internazionale nella 231

Corte di CassazioneLe sanzioni interdittive previste dal D. Lgs. 231/01 possono applicarsi anche ai reati di corruzione internazionale.

La Corte di Cassazione, Sezione VI, con la sentenza n. 42701/2010, ha accolto il ricorso della Procura di Milano avverso l’ordinanza del Tribunale con la quale era stato confermato il provvedimento che respingeva la richiesta del P.M. di sospendere i contratti internazionali di due società italiane, nel caso specifico Eni e Saipem. La sentenza osserva che il mancato richiamo effettuato dall’art. 25 del D.Lgs. 231 al comma 4 della possibilità di applicazione delle misure interdittive deve essere superato, in quanto il richiamo contenuto nell’art. 25 deve considerarsi rivolto alle ipotesi base di corruzione indicate nei commi 2 e 3, comprensive anche delle estensioni soggettive contenute nel 4° comma.

Testo integrale della sentenza

sentenza n. 42701.2010

Fonti: Il Sole 24 ore del 2.12.2010 – Corte di Cassazione.it

postheadericon Rinviata la discussione al Consiglio dei Ministri per il pacchetto Giustizia

parlamentoViene rinviata la discussione al CdM sul pacchetto Giustizia calendarizzato per oggi.

Il progetto di riforma prevede novità sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, sulla distinzione dei CSM, sulla autonomia della polizia giudiziaria dal pm.

Le novità attengono anche alle modifiche del Decreto Legislativo 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese per i reati dei dipendenti.

Fra i cambiamenti legislativi al Decreto 231, inseriti in un Disegno di Legge elaborato dall’Arel, vi è l’introduzione di una certificazione dei Modelli Organizzativi, al fine di ottenere una presunzione di non imputabilità per le imprese colpite da sanzioni.

Inoltre, sono previste anche nuove regole per le piccole imprese.

Fonti: Il Sole 24 ore – 30.11.2010

postheadericon Sotto sequestro anche i crediti delle società in applicazione del Decreto 231

Corte di CassazioneLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35748 udienza del 17.10.2010 deposito 5.10.2010, ha stabilito che il sequestro preventivo funzionale alla confisca può avere ad oggetto crediti vantati dalla persona giuridica purchè siano certi, liquidi ed esigibili e siano realmente il profitto del reato presupposto. Inoltre, la Cassazione offre altre indicazioni sulla definizione del perimetro delle somme che possono essere oggetto di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Come pure non può essere sequestrata la somma presentata dall’impresa a garanzia della prestazione poi oggetto di indagine giudiziaria (la sentenza si riferisce alla vicenda giudiziaria a carico di Ati – l’associazione di imprese guidata da Impregilo che coinvolgeva anche Fisa Italimpianti, Fibe Campania e Fibe).

Fonti: Il sole 24 ore – Corte di cassazione

Di seguito il testo integrale della sentenza

Sentenza n.35748 del 5.10.2010